{"id":1270,"date":"2020-03-22T07:29:00","date_gmt":"2020-03-22T07:29:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sindacatogeneralediclasse.it\/?p=1270"},"modified":"2022-03-22T07:30:37","modified_gmt":"2022-03-22T07:30:37","slug":"commento-allaccordo-del-22-ottobre-1983","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sindacatogeneralediclasse.it\/?p=1270","title":{"rendered":"Commento all\u2019accordo del 22 ottobre 1983"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La lacerazione pi\u00f9 drammatica tra le strutture sindacali e il Coordinamento dei cassaintegrati avvenne soprattutto dopo l\u2019accordo del 22 ottobre 1983 in cui la Flm concord\u00f2 di prolungare nel tempo il rientro dalla Cassa integrazione, previsto inizialmente per il 30 giugno 1983. Nel nuovo accordo fu previsto uno scaglionamento successivo di rientri fino al 31 dicembre 1985; furono definiti dei criteri per i rientri dei lavoratori e una procedura di verifica quadrimestrale&nbsp;sull\u2019efficacia&nbsp;degli strumenti in atto per ridurre il numero dei sospesi. Tra l\u2019altro furono anche previsti nuovi strumenti di&nbsp;<em>job creation<\/em>, sempre&nbsp;nell\u2019intento&nbsp;di ridurre il numero di eccedenti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La polemica attorno&nbsp;all\u2019accordo&nbsp;fu rovente poich\u00e9 le formulazioni contenute nella nuova intesa attenuavano le garanzie di rientro per i cassaintegrati, subordinandole a determinate condizioni produttive e di mercato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il Coordinamento decise di procedere alla presentazione di cause individuali per il rientro dei lavoratori dalla Cigs. Le cause presentate ebbero un andamento alterno: furono vinte in prima istanza con motivazioni che, in alcuni casi, erano molto pericolose, poich\u00e9 nel ribadire che la Fiat doveva&nbsp;rispettare&nbsp;i termini del rientro previsti&nbsp;dall\u2019accordo&nbsp;del 1980, indicavano l\u2019eventualit\u00e0 dei licenziamenti nel caso che la Fiat non fosse in grado di far rientrare i lavoratori sospesi. Quindi mentre i cassaintegrati considerarono una vittoria queste prime sentenze, il sindacato le considerava una iattura, anche perch\u00e9 la Fiat sfid\u00f2&nbsp;immediatamente&nbsp;la Flm a procedere su questa strada. In seguito ulteriori sentenze di&nbsp;appello&nbsp;rovesciarono i primi verdetti, ma fu riconosciuta ai lavoratori l\u2019integrazione salariale per il periodo intercorrente il 30&nbsp;giugno&nbsp;e il 22 ottobre 1983; sancita anche successivamente con l\u2019accordo del&nbsp;<a href=\"http:\/\/www.mirafiori-accordielotte.org\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/85.07.26.pdf\">26 luglio 1985<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 utile ricordare che nel 1984 la Cgil piemontese fece la proposta di applicare lo stesso prepensionamento del settore siderurgico per i lavoratori dell\u2019Auto, vale a dire la possibilit\u00e0 di andare in pensione a 50 anni di et\u00e0. La proposta trov\u00f2 l\u2019immediato consenso della Fiat, ma non ebbe altrettanti consensi&nbsp;nell\u2019insieme&nbsp;delle organizzazioni sindacali, perci\u00f2 fu lasciata cadere.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Una realizzazione limitata&nbsp;ebbe&nbsp;invece la proposta del Comune di Torino di utilizzare i cassaintegrati per lavori socialmente utili; che fu considerata una rivalutazione del ruolo sociale dei cassaintegrati, quindi sostenuta attivamente dal Coordinamento; ma poco riuscita, poich\u00e9 era mancata una reale capacit\u00e0 di qualificare e allargare questa esperienza.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La lacerazione pi\u00f9 drammatica tra le strutture sindacali e il Coordinamento dei cassaintegrati avvenne soprattutto dopo l\u2019accordo del 22 ottobre 1983 in cui la Flm concord\u00f2 di prolungare nel tempo il rientro dalla Cassa integrazione, previsto inizialmente per il 30 giugno 1983. 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