{"id":1296,"date":"2020-03-22T08:03:00","date_gmt":"2020-03-22T08:03:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sindacatogeneralediclasse.it\/?p=1296"},"modified":"2022-03-22T08:06:25","modified_gmt":"2022-03-22T08:06:25","slug":"commento-allaccordo-del-18-luglio-1988","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sindacatogeneralediclasse.it\/?p=1296","title":{"rendered":"Commento all\u2019accordo del 18 luglio 1988"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il 1986 e il 1987 erano stati anni in cui la contrattazione aziendale aveva ripreso vigore, anche per effetto della nuova situazione di sviluppo aziendale connessa con la forte affermazione della Uno. Ci\u00f2 consentiva di avviare una discussione interna alle organizzazioni sindacali che fosse preparatoria di una vera e propria&nbsp;vertenza&nbsp;aziendale di Gruppo, dopo che l\u2019ultimo contratto integrativo era stato rinnovato nel 1977.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un seguito della vicenda che aveva contrapposto la Fiom alla rappresentanza sindacale di Rivalta sulla regolamentazione della velocit\u00e0 delle linee di montaggio si evidenzi\u00f2 quando la Fiat ripropose lo stesso accordo nello stabilimento di Cassino. In questo caso la rappresentanza sindacale di stabilimento della Fiom si rifiut\u00f2 di firmare quel tipo di normativa e Fim e Uilm firmarono un accordo separato con la Fiat, l\u20198 aprile 1988. Il contenuto dell\u2019accordo era lo stesso di Rivalta. Alla luce degli avvenimenti successivi, molto probabilmente la scelta della Fiom nello stabilimento di Cassino fu un errore, sia perch\u00e9 la stessa normativa era gi\u00e0 stata concordata a Rivalta, sia perch\u00e9 un accordo separato in una realt\u00e0 produttiva importante stabiliva un pericoloso precedente in una fase di accesa competizione tra le organizzazioni sindacali. Tra l\u2019altro, nell\u2019ottobre del 1987 si era gi\u00e0 verificato un accordo separato, sottoscritto da Fim e Uilm, dopo una lunga e accesa vertenza dei lavoratori Fiat dell\u2019autopista di Nard\u00f2: anche se si trattava di una piccola realt\u00e0 aziendale era un segnale del progressivo deterioramento dei rapporti tra i sindacati.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">All\u2019inizio del 1988 avvengono due fatti rilevanti: il&nbsp;&nbsp;la Fiat dichiara decaduti i membri di Commissione Interna ancora esistenti; inoltre, dopo molti anni si procede a una consistente rielezione dei delegati sindacali. In particolare, nel settore Auto, la partecipazione al voto \u00e8 elevatissima, oltre il 90%. In queste elezioni veniva applicato un nuovo regolamento che prevedeva collegi elettorali fondati su grandi aree di lavoratori, con il recupero quindi di una certa proporzionalit\u00e0 degli eletti rispetto al voto, inoltre il nuovo regolamento prevedeva la nomina da parte dei sindacati di un terzo della nuova rappresentanza sindacale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La rielezione dei rappresentanti sindacali era propedeutica alla presentazione della vertenza di Gruppo. Nella discussione preparatoria alla piattaforma rivendicativa, nella primavera del 1988, erano state individuate le seguenti tematiche:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li>ristabilire un nuovo legame tra salario e prestazione di lavoro in una fase in cui la produttivit\u00e0 del lavoro si&nbsp;incrementava&nbsp;velocemente, in particolare incentivare il miglioramento della qualit\u00e0 del processo e del prodotto su cui la Fiat aveva specificatamente insistito negli ultimi anni;<\/li><li>introdurre nuove norme di tutela in funzione delle nuove tecnologie;<\/li><li>definire nuove modalit\u00e0 di contrattazione del calendario annuo e il ricorso a forme di scaglionamento delle ferie;<\/li><li>introdurre un nuovo sistema di ristorazione aziendale superando il sistema dei precotti e adottando la mensa fresca.<\/li><\/ul>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nella discussione unitaria si stabil\u00ec una richiesta retributiva composta da tre parti: una rivalutazione del premio di produzione mensile di 115.000 lire (alla 3^ categoria), 10.000 lire ai lavoratori diretti e collegati, 25.000 lire collegate a obiettivi produttivi.&nbsp;Nell\u2019insieme&nbsp;si trattava di una rivendicazione ancora generica che poteva essere oggetto di ampi aggiustamenti nel corso della trattativa e che denunciava anche una qualche difficolt\u00e0 sindacale nel mantenere l\u2019unit\u00e0 tra le diverse componenti. Inoltre, vi erano evidenti contraddizioni tra le posizioni dei diversi stabilimenti: nei fatti i rappresentanti sindacali dell\u2019Alfa avevano dichiarato la loro contrariet\u00e0 a collegare il salario alla produttivit\u00e0 sostenendo che questo era un terreno aziendale; nei fatti, tutte le riunioni di coordinamento sindacale del Gruppo erano state caratterizzate da scontri polemici tra le delegazioni di Torino e Milano. Tra gli altri aspetti che furono inseriti nella piattaforma compaiono le rivendicazioni di costituire delle commissioni miste azienda-sindacato, a livello di stabilimento o di unit\u00e0 produttiva, per discutere preventivamente le innovazioni tecnologiche e i loro effetti sulle condizioni di lavoro; sempre nell\u2019ambito delle commissioni miste si rivendicava anche la commissione paritetica per promuovere le pari opportunit\u00e0 donna-uomo; inoltre una serie di diritti d\u2019informazione per quanto riguardava la formazione professionale e diversi aspetti della prestazione di lavoro; per l\u2019orario di lavoro si rivendicava una programmazione pi\u00f9 definita nella contrattazione del calendario annuo, lo scaglionamento delle ferie e la definizione di forme di&nbsp;<em>part time<\/em>; infine si rivendicava il superamento del sistema di refezione basato sul precotto con l\u2019adozione di forme di mensa fresca e l\u2019istituzione di un fondo integrativo assistenziale per i lavoratori.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La trattativa inizi\u00f2 a Torino dopo un referendum di approvazione cui fu sottoposta la piattaforma rivendicativa alla fine del mese di maggio; oltre a ci\u00f2 la Fim e la Fiom procedettero separatamente a delle indagini tra i lavoratori, attraverso dei questionari, per comprendere meglio il gradimento delle varie rivendicazioni. Nel primo incontro il 27 giugno la Fiat respinse la piattaforma sindacale, considerandola incompatibile economicamente, si dichiar\u00f2 tuttavia disponibile a stabilire un nuovo premio, ma questo doveva essere di Gruppo e variabile in funzione dei profitti dell\u2019azienda; inoltre si dichiar\u00f2 disponibile a istituire una commissione congiunta per esaminare il problema della mensa fresca. Apparve subito evidente che i sindacati si differenziavano sulla risposta da dare alla Fiat: in particolare Fim e Uilm diedero attraverso le interviste sui giornali, una valutazione di disponibilit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per l\u20198 luglio fu proclamato uno sciopero di quattro ore a sostegno della trattativa; ma lo sciopero ebbe una riuscita parziale con il 45% di adesioni, secondo stime sindacali. La trattativa si spost\u00f2 a Roma in una delegazione molto ristretta. Nella delegazione ri\u00adstretta Fiom si riprodussero le stesse dinamiche contraddittorie del Coordinamento nazionale sul punto cruciale della definizione del nuovo premio: a fronte la rigidit\u00e0 della Fiat sull\u2019impostazione del premio, il segretario responsabile per la Lombardia abbandon\u00f2 per dissenso la trat\u00adtativa, rendendo problematica la continuazione della stessa per la Fiom; infatti, il 16 luglio, mentre Guido Bolaffi, che rappresentava la Fiom nazionale, si assentava chiedendo formalmente una sospensione della trattativa per una verifica interna, Fim e Uilm firmarono separatamente una bozza d\u2019intesa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019accordo conteneva un evidente ridimensionamento rispetto alla piattaforma: l\u2019orario di lavoro presentava alcuni punti significativi, come la definizione di un periodo (aprile) entro cui definire la chiusura feriale, il miglioramento dell\u2019orario flessibile di entrata e uscita per gli impiegati, un miglior utilizzo delle riduzioni d\u2019orario contrattuali per i turnisti, l\u2019estensione della norma che prevedeva l\u2019utilizzo di un turno di riposo non retribuito ogni 16 turni notturni a tutti i turnisti e la possibilit\u00e0 per i genitori di portatori di handicap di utilizzare brevi permessi non retribuiti; piuttosto deboli erano i diritti d\u2019informazione su innovazione tecnologica e formazione professionale; la formulazione sulla mensa fresca presentava alcune ambiguit\u00e0 e non garantiva una successiva generalizzazione, anche se la Fiat si dichiar\u00f2 disponibile ad alcune sperimentazioni sul nuovo sistema di ristorazione, tra cui lo stabilimento di Rivalta; inoltre venivano introdotte commissioni paritetiche di studio su alcuni problemi posti nella piattaforma (ferie scaglionate, ambiente di lavoro, previdenza e assistenza). L\u2019aumento retributivo era di una certa consistenza, essendo stabilito in una gratifica annua di un milione per il 1988; mentre si rinviava a un futuro incontro la definizione delle caratteristiche del premio per gli anni successivi. Nella conclusione della vertenza era evidente l\u2019impronta che la Fiat voleva dare alla contrattazione di Gruppo: dovendo comunque riconoscere un aumento retributivo, perch\u00e9 un rifiuto sarebbe stato ingiustificabile dati gli eccezionali risultati di bilancio, aveva scelto il modo che non comportasse ulteriori confronti, soprattutto a livello decentrato, come invece chiedevano inizialmente i sindacati.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">D\u2019altra parte le organizzazioni sindacali si rivelarono molto deboli e divise: la mancata firma della Fiom era stata generata da contraddizioni non risolte, in particolare tra la Fiom di Torino e di Milano, ma che attraversavano una parte della Cgil; per\u00f2 l\u2019accordo separato era stato anche il risultato della politica di competizione tra le organizzazioni sindacali. Da parte sua la Fiat, che aveva evidentemente operato per questa conclusione della vertenza, enunciava il principio \u201cgli accordi con chi ci sta\u201d. Per effetto di questa vicenda, all\u2019inizio del 1989, il segretario nazionale responsabile per la Fiat, Guido Bolaffi, diede successivamente le dimissioni e lasci\u00f2 il sindacato.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il 1986 e il 1987 erano stati anni in cui la contrattazione aziendale aveva ripreso vigore, anche per effetto della nuova situazione di sviluppo aziendale connessa con la forte affermazione della Uno. Ci\u00f2 consentiva di avviare una discussione interna alle organizzazioni sindacali che fosse preparatoria di una vera e propria&nbsp;vertenza&nbsp;aziendale di Gruppo, dopo che l\u2019ultimo [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[34],"tags":[],"class_list":["post-1296","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-1981-88"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.sindacatogeneralediclasse.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1296","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.sindacatogeneralediclasse.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.sindacatogeneralediclasse.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sindacatogeneralediclasse.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sindacatogeneralediclasse.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1296"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.sindacatogeneralediclasse.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1296\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1297,"href":"https:\/\/www.sindacatogeneralediclasse.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1296\/revisions\/1297"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.sindacatogeneralediclasse.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1296"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sindacatogeneralediclasse.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1296"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sindacatogeneralediclasse.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1296"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}