{"id":2254,"date":"2023-11-28T08:29:50","date_gmt":"2023-11-28T08:29:50","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sindacatogeneralediclasse.it\/?p=2254"},"modified":"2023-11-28T08:31:16","modified_gmt":"2023-11-28T08:31:16","slug":"dalla-fiat-a-stellantiscrisi-di-un-modello-e-di-un-sistema","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sindacatogeneralediclasse.it\/?p=2254","title":{"rendered":"Dalla Fiat a Stellantis crisi                                             di un modello e di un sistema"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Negli ultimi 20 anni della storia industriale della Fiat, prima, poi FCA, ora Stellantis, si \u00e8 registrato un ciclico e sistemico\u00a0 rincorrersi di\u201d<strong><u>falsi\u201d<\/u><\/strong> piani industriali annunciati e\/o presentati dall\u2019azienda, con forte e ricercato impatto mediatico, ai sindacati, fino alle istituzioni locali e nazionali<strong>, <\/strong>sottoscritti e mai realizzati, in una sottile sequenza in cui il successivo smentiva e annullava il precedente.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Alla Fiat\/FCA\/Stellantis \u00e8 stato concesso tutto, ma proprio tutto, in cambio della promessa di rilancio dell\u2019azienda sul mercato italiano ed europeo, e dell\u2019aumento consistente dell\u2019occupazione<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Centinaia di miliardi di euro pubblici stanziati all\u2019azienda, soldi pubblici che dovevano servire x rilanciare il settore auto in Italia e aumentare l\u2019occupazione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In realt\u00e0\u2019 l\u2019azienda ha ridotto sia le maestranza che i siti produttivi, e ha utilizzato tali risorse per investire produzioni all\u2019estero, un vero furto per il popolo Italiano, tutto ci\u00f2 con la complicit\u00e0\u2019 di forze politiche, sindacali, media, e ovviamente dei governi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ricordiamo i vari processi e i \u201cfalsi\u201d piani industriali degli ultimi 20 anni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In seguito alla morte di Umberto Agnelli e alle dimissioni dell&#8217;a.d. Giuseppe Morchio, fu selezionato come amministratore delegato Marchionne.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Lui<\/strong> ha immolato tutto quello che si poteva immolare sull&#8217;altare dei dividendi degli azionisti.<br>Ha fatto terra bruciata delle relazioni industriali. Ha stracciato contratti, ha posto ultimatum, ha azzerato diritti.<br>Quando Marchionne decise di abbandonare unilateralmente il contratto nazionale dei metalmeccanici e uscire da Confindustria, in tanti lo acclamarono come un manager innovativo e coraggioso.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Politici da Renzi a Bertinotti, fino all\u2019estrema dx, insieme alle O.S.&nbsp; videro in lui l&#8217;artefice di una rivoluzione del capitalismo italiano, un eroe \u201camericano\u201d che finalmente avrebbe spazzato via particolarismi e interessi di bottega, come se diritti e tutele dei lavoratori fossero interessi di piccole lobby.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In realt\u00e0\u2019 ci volle poco per convincere i gi\u00e0\u2019 asserviti tutori dei lavoratori, bast\u00f2 che Marchionne continuasse ad annunciare la volont\u00e0 di produrre in Italia,<br>Testuali parole <strong>\u201cMi impegno, ma non posso farlo da solo\u201d<\/strong>. \u201cCi vuole un impegno dell&#8217;Italia\u201d.<br>Che altro non \u00e8 che un batter cassa, l&#8217;ennesima riedizione della storia passata.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u201cIngannevoli\u201d&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <strong>Piani industriali.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Nuova Pomigliano &#8211; 24 aprile 2003&nbsp; <u>Piano quinquennale 2003\/2007 di rilancio dell\u2019Alfa Romeo<\/u><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Siglato il 24 aprile 2003 in sede Unione Industriale di Napoli tra Fiat Auto spa e FIM-FIOM-UILM-FISMIC di Napoli e Campania l\u2019accordo stabiliva il rilancio del marchio Alfa Romeo, l\u2019esclusiva produzioni a Pomigliano, svecchiamento delle maestranze attraverso forme di mobilita\u2019 e nuove assunzioni, oltre che peggioramento delle condizioni di lavoro, introduzione di una nuova metrica denominata TMC2, che prevedeva aumento di saturazione individuale in media di un 25%.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dopo 6 mesi il piano venne rivisto, l&#8217;esclusiva della produzione per Pomigliano venne eliminato. Rimasero lacrime e sangue.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Fiat Pomigliano &#8211; 4 dicembre 2007 &#8211; <u>annuncio di un nuovo piano di ristrutturazione<\/u><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">il 4 dicembre 2007 &#8211; smentendo il precedente piano quinquennale 2003\/2007 Fiat per Pomigliano&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; l\u2019a.d. Fiat Sergio Marchionne annunci\u00f2 all\u2019allora presidente del consiglio Romano Prodi e ai responsabili nazionali di CISL, CGIL e UIL Bonanni, Epifani ed Angeletti, un nuovo \u201c<strong>piano straordinario per il rilancio industriale dello stabilimento di Pomigliano d\u2019Arco<\/strong>\u201d contemplante la prospettata chiusura per 2 mesi della fabbrica per ristrutturazione e adeguamento tecnologico agli standard di qualit\u00e0 degli altri impianti Fiat finalizzato per costruire i futuri modelli, e corsi di formazione per gli oltre 5.000 addetti; investimenti tecnologici per <strong><u>70 milioni di euro<\/u> <\/strong>&nbsp;per \u201cgarantire prospettive di continuit\u00e0 e sviluppo per competere entro il 2008 con la concorrenza internazionale\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Fiat Pomigliano &#8211; 5 maggio 2008 &#8211; <u>Polo Logistico di Eccellenza di Nola<\/u> (in realta deportazione di lavoratori sindacalizzati perlopi\u00f9 appartenenti a Slai-Cobas, Cub, e altre O.S. di base), ( senza&nbsp; alcuna credibile missione industriale e sempre in cigs )<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A detta dell\u2019a.d. Fiat il \u201cReparto-Confino\u201d avrebbe dovuto \u201cservire la logistica Fiat di tutto il centro-sud a partire dal triangolo industriale di Pomigliano, Cassino e Melfi\u201d. <strong>I fatti si commentano da soli<\/strong>:&nbsp;&nbsp; fino alla sua chiusura avvenuta tra maggio e giugno 2023 nel sito di Nola non \u00e8 esistita alcuna vera \u201cattivit\u00e0 logistica\u201d e solo dopo una sentenza di discriminazione i lavoratori dportati rientrano a Pomigliano. Continuando a rimanere a salario ridotto per i vari ammortizzatori sociali.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Fiat Pomigliano: 27 maggio 2008 &#8211; <u>avvio in settembre della produzione della Bravo (mai avvenuta)<\/u><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il 27 maggio 2008 la Fiat comunicava a FIM, FIOM, UILM e FISMIC nazionali (come da verbale di riunione sottoscritto tra le parti in pari data) lo \u201cstato di avanzamento del piano a Pomigliano\u201d e gli \u201cinterventi tecnico-impiantistici ed organizzativi da effettuare in verniciatura e montaggio per l\u2019avvio dellaproduzione della Fiat Bravo a partire dal settembre 2008\u201d (<strong>anche questo \u201cpiano\u201d non \u00e8 mai stato realizzato<\/strong>).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Fiat Pomigliano: 8 giugno 2010 &#8211; <u>la Panda<\/u> &#8211; ancora produzione dimezzata rispetto all\u2019annunciata<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nell\u2019accordo dell\u20198 giugno 2010 siglato tra Fiat Group Automobiles (assistita da Unione Industriale di Torino e Napoli) e FIM, FIOM, UILM e FISMIC nazionali e di Napoli si cita, \u2026\u201c<em>la grave situazione economica le sue pesanti ricadute sul settore auto ed in particolare su Pomigliano per il quale si \u00e8 reso necessario <strong>nel 2009 il ricorso a circa 6 milioni di ore di cassa integrazione e per il quale si \u00e8 verificato un ulteriore aggravamento delle situazione dei primi 5 mesi del 2010<\/strong>. Con riferimento al Piano illustrato dall\u2019azienda nella riunione del 30 marzo 2010 presso il Ministero dello Sviluppo Economico nell\u2019incontro con le OO.SS. e ai successivi incontri del 9 aprile e del 4 maggio presso Unione Industriali Napoli e del 21 aprile presso la sede del Lingotto, nonch\u00e9 i successivi incontri del 12, 13 e 14 maggio e 4 giugno, le organizzazioni sindacali condividono gli obiettivi del progetto finalizzati a rafforzare la posizione strategica in Italia con l\u2019avvio della <strong>futura Panda presso lo stabilimento di Pomigliano<\/strong> e assicurare la continuit\u00e0 della presenza industriale sul territorio con il conseguente impatto positivo sul sistema industriale locale\u201d\u2026\u201d<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Ovviamente, il radicale intervento di ristrutturazione presuppone il riconoscimento delle <strong>cassa integrazione guadagni straordinaria&nbsp; per ristrutturazione per due anni dall\u2019avvio degli investimenti<\/strong>\u201d\u2026 e in deroga alla legge, \u201c<strong>non potranno essere adottati meccanismi di rotazione tra i lavoratori<\/strong>\u201d.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Audizione 15 febbraio 2011 comm. Attivit\u00e0 Produttive Camera:<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong><u>il nuovo \u2018piano\u2019 di Marchionne <\/u><\/strong><strong>(anche questo mai realizzato)<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Estratto dal resoconto Camera: \u2026\u201dall\u2019Italia abbiamo destinato <strong>20 miliardi di euro<\/strong> di cui <strong>4 a Fiat industrial<\/strong> e il resto, pari a <strong>16 miliardi, per Fiat spa: il 65% per Fiat Group Automobiles, il 15% per i marchi di lusso e il 20% per motori e componentistica\u201d<\/strong>\u201d<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>\u2026\u201dL\u2019obiettivo \u00e8 di produrre in Italia, entro il 2014, <u>oltre un milione di veicoli destinati all\u2019esportazione, di cui circa 300.000 al mercato statunitense<\/u>. La percentuale delle esportazioni crescer\u00e0 quindi dal 50% dell\u2019anno scorso al 65% nel 2014. Questo piano rappresenta una grande opportunit\u00e0 per creare nuovi posti di lavoro in Italia e aumentare i salari\u201d anche questo fumo negli occhi\u2026.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Fiat Pomigliano 16 giugno 2011 &#8211; cigs per <u>Cessazione dell\u2019attivit\u00e0 di FGA ceduta a Fabbrica Italia<\/u><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019ennesimo Piano Industriale del gruppo Fiat, gi\u00e0 presentato il 22 dicembre 2009 a Palazzo Chigi alla presenza di rappresentanti istituzionali e dei sindacati confederali, annunciava la possibilit\u00e0 di realizzare a Pomigliano la produzione della nuova Panda. In tal senso il 15 giugno 2010 Fiat Group Automobiles spa (da ora FGA) sottoscriveva un\u2019intesa con FIM, UILM, FISMIC e UGL. Il 9 luglio 2010 le parti firmatarie della citata intesa convenivano che <strong>la fabbricazione del modello della nuova Panda non sarebbe stata attuata da FGA ma da una societ\u00e0 di nuova costituzione denominata Fabbrica Italia Pomigliano spa<\/strong> (da ora FIP), societ\u00e0 quest\u2019ultima che avrebbe realizzato gli investimenti relativi agli <em>impianti produttivi per la fabbricazione del modello Panda\u2026<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong><em>sappiamo tutti come \u00e8 finita\u2019\u2026<\/em><\/strong><strong><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Fiat Pomigliano 1\u00b0 febbraio 2013:&nbsp; <u>scompare Fabbrica Italia&nbsp; e riappare FGA<\/u> &#8211; ancora cigs<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em><u>Come volevasi dimostrare<\/u><\/em><em>: con comunicazione del 1\u00b0 febbraio 2013 la Fiat avvia <u>una nuova procedura di cigs per l\u2019ennesima \u201cpseudo riorganizzazione aziendale<\/u>\u201d. Ed ecco che <strong><u>scompare Fabbrica Italia Pomigliano e\u2026 riappare Fiat Group Automobiles<\/u>!<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Marchionne da bravo mazziere insegna il gioco delle tre carte\u2026<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong><em>6 Maggio 2014<\/em><\/strong><em>, <\/em>Dopo il ritiro di \u00abFabbrica Italia\u00bb, l\u2019ad di Fiat Chrysler Automobiles (Fca) Sergio Marchionne e il presidente del gruppo John Elkann presentano a Auburn Hills \u2013 sede del gruppo automobilistico Fiat-Chrystler negli Stati Uniti\u2013 un nuovo piano industriale 2014\/2018.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>\u201cI rapporti di forza fra capitale e lavoro sono tali per cui la FCA presenta il piano industriale, prima di aver pattuito il rinnovo del contratto con i lavoratori degli stabilimenti italiani, prima di aver concordato con il governo italiano il sostegno all\u2019azienda sotto il piano degli ammortizzatori sociali e i vari incentivi, e prima di aver convocato le parti sociali.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Come un Re ordina ai sudditi\u201d&#8230;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per Alfa Romeo investimento da 5 miliardi di euro.&nbsp; Entro il 2018, Fca intende produrre sei milioni di vetture, l\u2019azzeramento degli ammortizzatori sociali, di quei 5 miliardi i soldi c\u2019\u00e8 li metter\u00e0 lo stato. E come al solito serviranno per investimenti all\u2019estero.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questo sar\u00e0\u2019 l\u2019ultimo piano presentato da <strong>Marchionne, nei fatti si \u00e8 dimostrato un abile \u201cMAGLIARO\u201d con i suoi falsi piani industriali \u00e8 riuscito a distruggere il mercato del lavoro, appropriarsi di un azienda di interesse nazionale, smantellarla e distruggere l\u2019unita\u2019 dei lavoratori, ovviamente regalando enormi profitti per se e gli azionisti, e sempre minor salario e diritti per i lavoratori.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Dopo la sua Morte, il nuovo a.d. Mike Manley ha guidato la costruzione del nuovo piano industriale di FCA: ritornano le false promesse in Italia saranno lanciati 13 modelli di veicolo per il triennio 2019-2021, l\u2019eliminazione degli ammortizzatori sociali,&nbsp; e futuro roseo per gli stabilimenti, conservazione e collocazione&nbsp; di tutti i lavoratori. <\/strong><strong>Come sempre solo false promesse\u2026<\/strong><strong><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>&nbsp;Il 16 gennaio 2021 con la fusione di FCA e PSA , nasce&nbsp; Stellantis<\/strong><strong>&nbsp; <em>\u201cad oggi non ha ancora un vero piano industriale\u201d.<\/em><\/strong><em><\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Dopo quasi 4 anni, le volont\u00e0\u2019&nbsp; della nuova dirigenza sono chiare, considerando l\u2019enorme degrado raggiunto in azienda, lo sfruttamento eccessivo, la volont\u00e0\u2019 di non presentare un vero e credibile piano industriale, la cessione di interi stabilimenti o parti di essi, come annunciato \u00e8 sempre pi\u00f9 evidente la volont\u00e0 di scappare dall&#8217;Italia.<\/strong><br>Da questi dati emerge con chiarezza che Stellantis ha un obbligo industriale ed occupazionale, nei confronti degli Italiani, proprio in virt\u00f9 della rendita di cui ha sempre beneficiato per l\u2019importanza strategica che il settore auto riveste in Italia e per tutto quanto \u00e8 ad esso indotto.<br>Per questi motivi va messa al primo posto l\u2019occupazione e la salvaguardia degli stabilimenti in Italia attraverso la rivendicazione di un vero piano industriale che metta al primo posto il mantenimento occupazionale delle singole realt\u00e0 produttive Italiane, ricorrendo alla riduzione dell\u2019orario di lavoro a parit\u00e0 di salario, la ridistribuzione della produzione nei vari siti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nei progetti del CDA&nbsp; invece non c\u2019\u00e8 il futuro dei lavoratori, n\u00e9 il futuro dell\u2019industria dell\u2019auto in Italia.<br>Stellantis, proprio come Fca e Fiat punta ad utilizzare i finanziamenti pubblici dei governi per produrre auto senza sborsare soldi e cosa ancora pi\u00f9 grave per finanziare il disimpegno definitivo dall\u2019Italia.<br>I fantomatici progetti industriali dispensati nei decenni dalla Fiat ed oggi sintetizzati ed&nbsp; espressi&nbsp; coi piani &lt;alla Marchionne&gt; paiono paventare una sorta di&nbsp; sfascio in atto delle fabbriche e stanno arrecando un grave ed irreversibile danno economico e sociale non solo ai lavoratori direttamente interessati ma all\u2019insieme di quelli dell\u2019indotto nonch\u00e9 all\u2019intera economia italiana rischiando di precipitare pericolosamente il Paese in una inquietante prospettiva \u201cstile Grecia\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sappiamo benissimo che l\u2019azienda non \u00e8 pi\u00f9 italiana, che stellantis \u00e8 una holding italo-francese di diritto olandese, ma tenendo conto dell\u2019importante ruolo strategico che gioca l\u2019industria dell\u2019auto sia nel settore metalmeccanico che nell\u2019intera economia industriale e complessiva, nonch\u00e9 sociale, dell\u2019Italia, visto l\u2019elevatissimo importo economico complessivo erogato dallo Stato alla Fiat Auto, \u00e8 inammissibile non rivendicarle la nazionalizzazione, ovviamente n\u00e9 l\u2019Europa dei padroni, n\u00e9 i governi, n\u00e9 le forze politiche e sindacali responsabili di ci\u00f2,&nbsp; potranno reclamarlo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In conclusione, la crisi di Fiat-Stellantis \u00e8 un aspetto particolare della crisi generale del capitalismo parassitario. Questa crisi mostra in modo sempre pi\u00f9 ripugnante i suoi caratteri putridi catastrofici antiproletari e antiumani.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L&#8217;interesse e il compito dei dipendenti Stellantis e di tutti i lavoratori non \u00e8 quello, e non pu\u00f2 essere ovviamente quello, di puntellare questo sistema putrescente; bens\u00ec \u00e8 quello di rovesciarlo e di sopprimere i rapporti capitalistici di produzione e di scambio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quanti invece agitano la lacera bandiera della <em>salvaguardia del patrimonio tecnologico produttivo e professionale<\/em>, e ci riferiamo alla sinistra parlamentare al sindacalismo istituzionale e movimenti affini, non salvaguardano un <em>bel nulla<\/em>; spingono alla schiavizzazione operaia, alla competizione tra lavoratori, al massacro bellico.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dunque lo scontro sociale in atto non consente altre alternative, i lavoratori devono scegliere: &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<strong><em>potere dispotico della finanza<\/em><\/strong><strong> o <em>potere proletario<\/em>.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>L<\/strong>AVORATORI <strong>M<\/strong>ETALMECCANICI <strong>O<\/strong>RGANIZZATI (L.M.O.)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Aderente a: S.G.C. \u2013 Sindacato Generale di Classe&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Email&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <a href=\"mailto:lmonapoli@sindacatogeneralediclasse.it\">lmonapoli@sindacatogeneralediclasse.it<\/a>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;SITO &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.sindacatogeneralediclasse.it\">https:\/\/www.sindacatogeneralediclasse.it<\/a><\/p>\n\n\n\n<div data-wp-interactive=\"core\/file\" class=\"wp-block-file\"><object data-wp-bind--hidden=\"!state.hasPdfPreview\" hidden class=\"wp-block-file__embed\" data=\"https:\/\/www.sindacatogeneralediclasse.it\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/crisi-di-un-modello-e-di-un-sistema.pdf\" type=\"application\/pdf\" style=\"width:100%;height:1180px\" aria-label=\"Incorporamento di crisi-di-un-modello-e-di-un-sistema.\"><\/object><a id=\"wp-block-file--media-33d183a0-16a0-4256-8286-3438a26f1a50\" href=\"https:\/\/www.sindacatogeneralediclasse.it\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/crisi-di-un-modello-e-di-un-sistema.pdf\">crisi-di-un-modello-e-di-un-sistema<\/a><a href=\"https:\/\/www.sindacatogeneralediclasse.it\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/crisi-di-un-modello-e-di-un-sistema.pdf\" class=\"wp-block-file__button wp-element-button\" download aria-describedby=\"wp-block-file--media-33d183a0-16a0-4256-8286-3438a26f1a50\">Download<\/a><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Negli ultimi 20 anni della storia industriale della Fiat, prima, poi FCA, ora Stellantis, si \u00e8 registrato un ciclico e sistemico\u00a0 rincorrersi di\u201dfalsi\u201d piani industriali annunciati e\/o presentati dall\u2019azienda, con forte e ricercato impatto mediatico, ai sindacati, fino alle istituzioni locali e nazionali, sottoscritti e mai realizzati, in una sottile sequenza in cui il successivo [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":2255,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[10,19],"tags":[],"class_list":["post-2254","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-lmo","category-stellantis-fca"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.sindacatogeneralediclasse.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2254","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.sindacatogeneralediclasse.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.sindacatogeneralediclasse.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sindacatogeneralediclasse.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sindacatogeneralediclasse.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=2254"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.sindacatogeneralediclasse.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2254\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2258,"href":"https:\/\/www.sindacatogeneralediclasse.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2254\/revisions\/2258"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sindacatogeneralediclasse.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/2255"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.sindacatogeneralediclasse.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=2254"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sindacatogeneralediclasse.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=2254"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sindacatogeneralediclasse.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=2254"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}