{"id":2395,"date":"2024-04-12T06:19:34","date_gmt":"2024-04-12T06:19:34","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sindacatogeneralediclasse.it\/?p=2395"},"modified":"2024-04-12T06:19:34","modified_gmt":"2024-04-12T06:19:34","slug":"taranto-la-nostra-piattaforma-rivendicativa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sindacatogeneralediclasse.it\/?p=2395","title":{"rendered":"Taranto, la nostra piattaforma rivendicativa&#8230;"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La vicenda di Taranto ha il suo epicentro nel siderurgico che le \u00e8 stato imposto 60 anni fa, legando indissolubilmente le sorti del territorio a quelle della politica nazionale: dall\u2019 abbaglio del boom economico alle flessioni del mercato, fino alle scelte spudoratamente sbilanciate a favore del solo profitto privato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Gli interessi nazionali hanno spesso scavalcato quelli locali in favore di interessi di partito, di privati e di quei sindacati, che negli anni hanno firmato accordi peggiorativi, per tutta la classe lavoratrice. Nei decenni questo processo ha fatto degenerare il rapporto fra il complesso siderurgico ed il territorio che lo ospita, fino ad arrivare ad un livello spropositato di complessit\u00e0 ed articolazione, non pi\u00f9 sul solo piano industriale ma anche e soprattutto su quello ambientale e quindi sociale.<br>Una complessit\u00e0 che ha richiesto l\u2019intervento della magistratura, chiamata a pronunciarsi sull\u2019eterna contrapposizione fra interesse pubblico e privato, compito non facilitato dai tanti decreti prontamente emanati a sostegno dell&#8217; attivit\u00e0 produttiva.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">D\u2019altronde lo stesso modello di \u201csviluppo economico\u201d, con un\u2019 agenda dettata dalle multinazionali, \u00e8 stato imposto nelle aree dell\u2019 intero arco ionico e del suo entroterra:<br>le attivit\u00e0 estrattive in Basilicata, il Cova, di Eni e Shell, e Tempa Rossa, di Total e Shell, le centrali termoelettriche di Enel a Brindisi e Rossano, la raffineria ENI, sempre a Taranto, il termovalorizzatore di Massafra, costituiscono gravissime ingiustizie sociali e ambientali, che minano alla radice ogni eventuale futuro sviluppo economico e sociale di gran parte del Sud Italia. Queste politiche, che dovevano portare lavoro e benessere, ora costringono i territori a fare i conti con una serie infinita di difficolt\u00e0, a partire dall\u2019 aumento esponenziale della disoccupazione (paradossale perch\u00e9 contemporanea ad uno spopolamento), fino agli allarmanti dati sanitari, ormai tristemente noti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Elencare i risultati delle varie indagini epidemiologiche svolte sul nostro territorio \u00e8 un esercizio doloroso che non vogliamo ripetere, perch\u00e9 \u00e8 nota a chiunque (compresi i decisori politici), . la grave crisi sanitaria che attraversa Taranto e la sua provincia: l\u2019inquinamento industriale ha causato un picco di malattie oncologiche e un aumento continuo di malattie rare e malformazioni congenite.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Allo stesso modo non esiste una realt\u00e0 in Italia dove il ricatto occupazionale sia cos\u00ec pesante e feroce nei confronti dei lavoratori: se le informazioni sanitarie, sia pure con una certa difficolt\u00e0, sono alla portata di chiunque ed hanno subito una certa attenzione dal pubblico, il discorso cambia completamente circa le informazioni sul mondo che si cela dietro i cancelli dell\u2019 acciaieria.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In un continuo \u201ctutto deve cambiare perch\u00e9 nulla cambi\u201d gli organi d\u2019 informazione offrono una narrazione tesa ad avallare ed alimentare una conflittualit\u00e0 costante fra gli stessi lavoratori e una contrapposizione fra loro e i cittadini che ormai non \u00e8 pi\u00f9 realistica.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 sufficiente avere la volont\u00e0 di confrontarsi con i dipendenti dell\u2019 ex-ILVA e chiedere loro se effettivamente siano felici di lavorare in quello stabilimento, per rendersi conto che anche loro sono stanchi del clima di perenne incertezza economica, della mancanza di sicurezza sul lavoro, di un impiego in cui l\u2019unica costante \u00e8 sempre stata la pericolosit\u00e0 dell\u2019aria che respirano.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Andando oltre le facili conclusioni, che vedono nella continuit\u00e0 produttiva l\u2019unica strada percorribile a cui ci vorrebbero tenere addomesticati, crediamo invece che ad aver dichiarato guerra alla citt\u00e0 siano i governi che di volta in volta attribuiscono alle opposizioni di turno, ai cittadini, ai soci privati e agli stessi lavoratori, le responsabilit\u00e0 di un fallimento che non si pu\u00f2 pi\u00f9 occultare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Perch\u00e9 questo fallimento colossale non gravi interamente sulla comunit\u00e0 gi\u00e0 provata ma si trasformi in una concreta riconversione, esiste una sola opzione praticabile:<br>&#8211; l\u2019abbandono di qualsiasi ipotesi di riconversione parziale del siderurgico pi\u00f9 grande d\u2019Europa e la sua dismissione totale poich\u00e9 gi\u00e0 destinato dal mercato e dai contenziosi a chiudere definitivamente<br>&#8211; la riqualificazione della forza lavoro al fine di impiegarla nella bonifica dell\u2019intero sito industriale da restituire alla citt\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Una tale aggressione nei confronti delle persone e dell\u2019 ambiente ha pregiudicato il presente e futuro di Taranto e della sua provincia, tanto da costringere alla fuga tanti giovani talenti: cos\u00ec quella generazione che oggi \u00e8 chiamata a generare il futuro della propria terra risulta assente, scappata o mandata via, per creare un futuro migliore in posti dove \u00e8 meno pericoloso vivere.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Alla luce di tutto questo nascono due esigenze imprescindibili: FERMARE questo sistema per impedirgli di continuare a procurare danni e sostituirlo con un programma di sviluppo che parta dalla rigenerazione del territorio e dal risarcimento alle comunit\u00e0, per costruire un futuro concretamente vivibile.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Pretendiamo pertanto che la politica discuta e programmi una seria riconversione economica dell\u2019intero territorio, che parta dallo smantellamento degli impianti dell\u2019 ex-ILVA dalla riqualificazione di tutti i lavoratori che devono diventare i veri protagonisti della decontaminazione e della bonifica dell\u2019intera area industriale.<br>I soldi del PNRR rischiano di andare in fumo in un vecchio altoforno, col solo scopo di rimandare di qualche altro anno i problemi di uno stabilimento che non produce pi\u00f9, che d\u00e0 un lavoro precario a sempre meno persone, che ci uccide, e che si \u00e8 rivelato essere un danno per l\u2019indotto che doveva portare avanti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Bisogna prevedere fin da subito l\u2019estensione a tutti i lavoratori diretti ed indiretti dei benefici previsti in caso di esposizione all\u2019amianto, forme di prepensionamento e risarcimento danni in base alla sentenza pronunciata dalla Corte Europea dei Diritti Umani del 5 Maggio 2022.<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I fondi europei di sviluppo devono essere investiti:<br>\u2022 nel rilancio delle eccellenze del territorio: mitilicoltura, pesca, agricoltura, allevamento (comparti che da decenni vengono danneggiati dall\u2019inquinamento industriale),<br>\u2022 nella filiera dell\u2019 agroalimentare<br>\u2022 nell\u2019 economia circolare<br>\u2022 nel trattamento delle patologie oncologiche e neurodegenerative<br>\u2022 nella ricerca accademica e l&#8217;applicazione di nuove cure per rispondere all&#8217;emergenza sanitaria del territorio<br>\u2022 nello sviluppo del porto, del turismo lento e sostenibile pi\u00f9 che in quello crocieristico del \u201cmordi e fuggi\u201d<br>\u2022 nella cultura<br>\u2022 nel potenziamento delle infrastrutture e della mobilit\u00e0 sostenibile<\/p>\n<\/blockquote>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Oltre all\u2019inquinamento ambientale, l\u2019ex-ILVA ha causato un inquinamento mentale e culturale, deprimendo la capacit\u00e0 creativa e le competenze culturali della classe dirigente e della comunit\u00e0 locali, portando alla migrazione verso altre citt\u00e0 italiane e all\u2019estero, perch\u00e9 certamente decidere di andare via resta una libera scelta ma si pu\u00f2 scegliere soltanto in una condizione di pari opportunit\u00e0, quelle che alla ns. citt\u00e0 e la sua provincia sono state negate da sempre.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 giunto il momento in cui i nostri ragazzi, che il legame malsano con l\u2019acciaieria l\u2019hanno gi\u00e0 spezzato, reclamino investimenti seri, congrui e spendibili sul proprio territorio quali l&#8217;istituzione di facolt\u00e0 universitarie ad oggi inesistenti; la possibilit\u00e0 di formazioni professionali in ambito turistico e ambientale capaci di realizzare rapporti lavorativi sicuri con enti e figure territoriali gi\u00e0 presenti; implementare attivit\u00e0 di trasformazione delle risorse tipiche del territorio in una visione ecosostenibile e green.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sperperare altro denaro pubblico non salver\u00e0 la fabbrica assassina.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Noi non possiamo che farci trovare pronti.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La vicenda di Taranto ha il suo epicentro nel siderurgico che le \u00e8 stato imposto 60 anni fa, legando indissolubilmente le sorti del territorio a quelle della politica nazionale: dall\u2019 abbaglio del boom economico alle flessioni del mercato, fino alle scelte spudoratamente sbilanciate a favore del solo profitto privato. 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