{"id":2531,"date":"2024-12-08T13:31:38","date_gmt":"2024-12-08T13:31:38","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sindacatogeneralediclasse.it\/?p=2531"},"modified":"2024-12-08T13:31:38","modified_gmt":"2024-12-08T13:31:38","slug":"gli-avvoltoi-che-si-aggirano-sulle-ceneri-di-fiat-stellantis","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sindacatogeneralediclasse.it\/?p=2531","title":{"rendered":"\u201cGli avvoltoi che si aggirano sulle ceneri di Fiat-Stellantis \u201d"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ai cancelli della nostra fabbrica, (proprio come nel 2008) si ritrova la passerella dei politici Italiani corresponsabili del declino industriale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">C\u2019\u00e8 una stucchevole ipocrisia tra i nostrani eroi del centrosinistra: lacrime di coccodrillo per la fine dell\u2019industria automobilistica italiana, perch\u00e9 \u00e8 di questo che si tratta, (e non del licenziamento per 97 lavoratori di Trasnova), per nascondersi dietro il senso di colpa di non aver mosso un dito quando i governi di dx e sx si sono resi complici di uno smantellamento del sistema industriale pubblico voluto da questa Europa e dalla globalizzazione dei mercati.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ogni tanto bisognerebbe avere almeno il pudore di ammettere che a forza di compromessi, mediazioni, errori di valutazione e colpevoli omissioni, il senso della realt\u00e0 \u00e8 andato irrimediabilmente perduto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ritorniamo alla Fiat, Nel 2004, quando Marchionne si \u00e8 insediato, l\u2019Italia era all\u2019undicesimo posto nella classifica mondiale dei produttori di automobili, sette anni dopo, grazie alle politiche industriali di Marchionne, l\u2019Italia si posiziona al ventiduesimo posto, ma mentre i lavoratori piangono lacrime e sangue vi sono enormi profitti per gli azionisti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma come denunciammo a suo tempo,&nbsp; il vero abbandono della Fiat avvenne il 10 giugno 2009, quando \u00e8 stato firmato il contratto di acquisizione (da qui in poi il Contrattone) di Chrysler da parte di Fiat. In quel contratto \u2013 passato sotto silenzio di chi oggi sfila davanti ai cancelli\u2013 era gi\u00e0 prevista la progressiva e inarrestabile fuga dall\u2019Italia da parte di Fiat. In quel giorno, il 10 giugno 2009, la vecchia e gloriosa fabbrica automobilistica italiana ha stabilito di ridurre al minimo la sua presenza nel Paese di origine.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ovviamente quello fu l\u2019inizio del declino poi dopo l\u2019abbandono di Marchionne le linee politiche continuarono&nbsp; indisturbate.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tutto ci\u00f2 non riguarda solo per Stellantis ieri Fiat, ma sono frutto di scelte politiche volute da questa Europa&nbsp; che pone come obbiettivo il libero mercato senza regole dove gli stati privi di sovranita\u2019 devono semplicemente accompagnare tali processi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>L\u2019industria Italiana si offre ormai come carcassa agli avvoltoi della peggiore politica di rapina. Ma \u00e8 sulla carne viva del paese che quelli banchettano.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La globalizzazione delle merci voluta dal capitalismo finanziario di&nbsp; Bruxelless&nbsp; sottrae potere economico e finanziario allo stato nazionale mettendone in crisi l\u2019autonomia e l\u2019equilibrio interno tra le diverse classi sociali. La capacit\u00e0 dei governi di esercitare la loro sovranit\u00e0 interna si trasforma in una minaccia alla democrazia stessa che si manifesta con la diminuzione di fiducia nelle istituzioni democratiche, e con la deindustrializzazione del paese.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il mercato globale del lavoro spinge le imprese a spostare i propri centri produttivi l\u00e0 dove il costo del lavoro \u00e8 pi\u00f9 basso. Pertanto la globalizzazione della competitivit\u00e0 sui mercati \u00e8 la&nbsp; causa di perdita di lavoro, diritti, stato sociale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019 imminente risposta che ci si aspettava, da forze politiche e sindacali, dovrebbe essere quella di rivendicare una politica completamente diversa, dove si pone l\u2019uomo al disopra del capitale, una politica che riparta dalla riappropriazione della&nbsp; sovranit\u00e0 nazionale, che consiste nell\u2019indipendenza non solamente formale di uno Stato che, non riconoscendo alcuna autorit\u00e0 al di sopra di s\u00e9, gode della possibilit\u00e0 di decidere il proprio destino.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019avere accettato supinamente il luogo comune della inevitabile crisi dello Stato-nazione e quindi della naturale cessione della sovranit\u00e0 nazionale \u00e8 stato un grave errore, specie da parte di settori della sinistra occidentale che hanno cos\u00ec perso la bussola trovandosi drammaticamente disarmati ed in balia dell\u2019imperialismo (la cui esistenza avevano per ironia della storia rimosso).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La coerente adozione della questione nazionale suggerisce di basare lo sviluppo del paese su un qualificato intervento pubblico in economia. Contro i disordini e gli sprechi insiti nell\u2019anarchia della produzione tipica del capitalismo e contro il nanismo che impedisce la ricerca e l\u2019innovazione tecnologica occorre rilanciare la programmazione e la propriet\u00e0 statale dei settori strategici. Per controllare le leve dell\u2019economia ed orientare lo sviluppo \u00e8 necessario promuovere la nazionalizzazione del settore creditizio (non delle sue perdite) ossia una banca nazionale. Questi sono solo alcuni dei cambiamenti necessari, ma come dicevamo le forze politiche e sindacali sono ben lontani da attaccare il sistema, ma rivendicano solo ulteriori stanziamenti affinche nulla cambi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per uscire dalla crisi la BCE e quell\u2019impareggiabile collezionista di disastri economici che \u00e8 il Fondo Monetario Internazionale ci chiedono di proseguire ancor pi\u00f9 celermente sulla strada che ci ha portato sull\u2019orlo del baratro. Perch\u00e9?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Perch\u00e9 il loro obiettivo, ed in questo il capitale finanziario italiano e la Confindustria sono sostanzialmente convergenti con i poteri forti, \u00e8 raggranellare tutto ci\u00f2 che possono. Facendo soldi sulla speculazione nell\u2019immediato, portando l\u2019Italia a cedere parte delle sue rilevanti riserve di oro (le quarte al mondo) e a svendere le imprese a partecipazione statale (ENI, Finmeccanica) che tengono ancora in piedi il paese e che potrebbero rappresentare la base produttiva dalla quale ripartire per risalire la china. Infine spingendo per far applicare ancor pi\u00f9 drasticamente le fallimentari ricette neoliberiste rifilateci in passato allo scopo di modellare un mercato del lavoro docile e schiacciato in fondo alla piramide della divisione internazionale del lavoro.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Siamo di fronte alla prima grande crisi del capitalismo. Dobbiamo combattere l&#8217;illusione che con un po&#8217; di lotta poi si torna al bel tempo del compromesso sociale. Oggi dobbiamo capire cosa vuol dire rivoluzione. Quella che conosciamo occup\u00f2 il Palazzo d&#8217;Inverno, oggi se andassimo a occupare Palazzo Chigi non ci troveremmo nessuno, perch\u00e9 il capitalismo sta da un&#8217;altra parte.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Insomma, se si vuole mantenere l\u2019occupazione, il proletariato non deve arrendersi al capitalismo, rinunciare alla lotta di classe, alla rivoluzione, alla conquista del potere politico, ma lottare per costruire dal basso un\u2019altra societ\u00e0 dove la felicit\u00e0 sia lavorare meno ma tutti e in pace.<\/p>\n\n\n\n<div data-wp-interactive=\"core\/file\" class=\"wp-block-file\"><object data-wp-bind--hidden=\"!state.hasPdfPreview\" hidden class=\"wp-block-file__embed\" data=\"https:\/\/www.sindacatogeneralediclasse.it\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/Gli-avvoltoi-che-si-aggirano-sulle-ceneri-di-Fiat-Stellantis.pdf\" type=\"application\/pdf\" style=\"width:100%;height:1170px\" aria-label=\"Incorporamento di Gli avvoltoi che si aggirano sulle ceneri di Fiat-Stellantis..\"><\/object><a id=\"wp-block-file--media-f73dfc1d-17a1-47f8-8fd6-240f945031bd\" href=\"https:\/\/www.sindacatogeneralediclasse.it\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/Gli-avvoltoi-che-si-aggirano-sulle-ceneri-di-Fiat-Stellantis.pdf\">Gli avvoltoi che si aggirano sulle ceneri di Fiat-Stellantis.<\/a><a href=\"https:\/\/www.sindacatogeneralediclasse.it\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/Gli-avvoltoi-che-si-aggirano-sulle-ceneri-di-Fiat-Stellantis.pdf\" class=\"wp-block-file__button wp-element-button\" download aria-describedby=\"wp-block-file--media-f73dfc1d-17a1-47f8-8fd6-240f945031bd\">Download<\/a><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ai cancelli della nostra fabbrica, (proprio come nel 2008) si ritrova la passerella dei politici Italiani corresponsabili del declino industriale. 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