{"id":2588,"date":"2025-03-19T21:50:11","date_gmt":"2025-03-19T21:50:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sindacatogeneralediclasse.it\/?p=2588"},"modified":"2025-03-19T21:50:11","modified_gmt":"2025-03-19T21:50:11","slug":"i-referendum-per-abolire-il-jobs-act","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sindacatogeneralediclasse.it\/?p=2588","title":{"rendered":"I Referendum per abolire il Jobs Act"},"content":{"rendered":"\n<h2 class=\"wp-block-heading\">NIENTE DI PIU\u2019 FALSO!!<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questo \u00e8 quello che viene fatto intendere dalla Cgil, parte del PD, + Europa, insieme alle false sinistre, ma la realt\u00e0\u2019 \u00e8 ben diversa.<br>Quei referendum non abrogano il Jobs Act, sono iniziative che servono solo a coprire i vuoti di rappresentanza del sindacato dovuto alla loro sudditanza al potere padronale.<br>Prima un referendum a met\u00e0, per non suscitare malumori tra il PD e i vari partitini di sx ma sempre assoggettati ad esso, poi la botta finale. come promesso dal PD: sostenere la richiesta della Cgil per una legge sulla rappresentanza sindacale. L\u2019obiettivo \u00e8 far diventare legge l\u2019accordo sul testo Unico sulla rappresentanza sindacale del 10 gennaio 2014, siglato da Confindustria e OO.SS e da tante OO.SS. di base, in modo da eliminare per legge quelle OO.SS. che rivendicano il conflitto di classe come strumento fondante di un sindacato. Strumento abbandonato da Cgil, Cisl e Uil dalla fine degli anni 89, poi ratificato con l\u2019accordo sulla concertazione dei primi anni 90, artefice della fine del movimento operaio. Nel 2014 viene limitato fortemente il ricorso allo sciopero fino a prevedere forti penalit\u00e0 per i firmatari che non lo rispettano. Nella sostanza \u00e8 la copia del contratto applicato nella FCA (oggi Stellantis) che in tante occasioni la Fiom si vanta di non aver firmato, ma in realt\u00e0 lo ha firmato siglando l\u2019accordo del 14 gennaio 2014 sulla rappresentanza.<br>Ma ritorniamo ai quesiti del referendum<br>In breve, la Cgil di Maurizio Landini ha proposto un referendum per abrogare alcuni passaggi del Jobs Act, non il testo completo della legge, una riforma varata nel 2014 dal governo Renzi, quindi dal PD, lo stesso che oggi \u00e8 tra i sostenitori del referendum, (gi\u00e0 questo dovrebbe far riflettere).<br>Con il primo quesito, la Cgil fa credere che si punta a cancellare le norme che permettono licenziamenti ingiustificati e illegittimi senza l\u2019obbligo di reintegrare il lavoratore se assunto dopo il 7 marzo 2015.<br>Il secondo quesito affronta il tema del tetto massimo di indennizzo cui ha diritto un lavoratore licenziato in modo ingiustificato, se assunto in un\u2019azienda con meno di 15 dipendenti. L\u2019obiettivo \u00e8 quello di superare questa norma stabilendo che sia un giudice a stimare il valore della compensazione economica. La Corte Costituzionale, tuttavia, era gi\u00e0 intervenuta eliminando il limite massimo di indennizzo e riportando al giudice la valutazione.<br>Nel terzo quesito referendario si affronta il tema dell\u2019estrema precariet\u00e0 prevista nei contratti. Si mira a introdurre la causalit\u00e0 nei contratti a termine inferiori a 12 mesi ma poi si rimanda ai CCNL, da loro stessi sottoscritti, che prevedono l\u2019aumento dell\u2019utilizzo dei contratti a termine. In realt\u00e0 quello sul reinserimento delle causali nel tempo determinato favorisce il contenzioso pi\u00f9 che la stabilit\u00e0 del rapporto di lavoro, e non scalfisce il precariato previsto in diverse forme contrattuali siglate dalle tre OO.SS. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il quarto quesito affronta il tema della sicurezza e si prefigge di modificare le leggi che governano il sistema degli appalti con l\u2019estensione della responsabilit\u00e0 del committente per danni derivanti dagli infortuni sul lavoro subiti dai dipendenti dell\u2019appaltatore.<br>In sostanza, quindi, i quesiti non aboliscono il Jobs-Act ma alcuni aspetti di quella corposa riforma.<br>Alcune di queste norme non sono state mai attuate. Altre sono state modificate, in particolare quella sul contratto a tutele crescenti che \u00e8 ora oggetto del referendum della Cgil.<br>Il contratto a tutele crescenti prevedeva che pi\u00f9 tempo si lavorasse per una azienda, maggiore fosse l\u2019indennizzo che questa avrebbe dovuto offrire ai suoi lavoratori in caso di licenziamento.<br>La Corte Costituzionale ha gi\u00e0 stabilito che il tempo passato in azienda non pu\u00f2 essere l\u2019unico criterio per definire l\u2019indennizzo e ha rimesso nelle mani del Giudice la discrezionalit\u00e0 sul suo ammontare, fino a un livello massimo di 36 mesi.<br>Il contratto a tutele crescenti non esiste gi\u00e0 pi\u00f9<br>perch\u00e9 \u00e8 stato \u201csuperato\u201d<br>Quindi parliamo di propaganda, e non solo. La Cgil pianta la bandierina e questa bandierina potrebbe produrre effetti paradossali: se si abolisse il riferimento normativo al Jobs Act attraverso il referendum, l\u2019indennizzo massimo passerebbe da 36 a 24 mesi, come stabiliva la precedente riforma Fornero. Il risultato sarebbe esattamente opposto a quello che sostengono di voler ottenere.<br>Non viene ripristinato l\u2019articolo 18 che era gi\u00e0 stato depotenziato da vari interventi legislativi.<br>Nulla a che vedere con l\u2019obiettivo di cui il sindacato si fa portatore, ovvero che il Jobs Act va \u201cabolito\u201d.<br>Questo referendum non abolisce il Jobs Act, in nessun modo. Il Jobs Act non viene neanche scalfito. Resta la riforma degli ammortizzatori sociali, che ha scaricato sui lavoratori le crisi aziendali. Con il Jobs Act si attu\u00f2 una revisione completa degli ammortizzatori sociali, per quanto riguarda il sistema delle tutele in caso di cessazione del rapporto di lavoro. Tutto questo resta invariato.<br>Resta inoltre la centralit\u00e0 delle politiche attive e della formazione, che interessano le OO.SS. poich\u00e9 partecipano alla loro gestione.<br>La possibilit\u00e0 di reintrodurre l\u2019art.18 non \u00e8 stata neanche presa in considerazione e gi\u00e0 questo fa capire l\u2019ambiguit\u00e0\u2019 della Cgil e dei falsi partiti di sx che sostengono tale Referendum. Avrebbero potuto richiedere un referendum per l\u2019eliminazione della riforma del Jobs Act ma se ne son tenuti ben lontani, dopo tutto all\u2019epoca non vi furono azioni di lotta forti della Cgil ma appena 4 ore di sciopero.<br>Come sempre continuano a mentire\u2026<\/p>\n\n\n\n<div data-wp-interactive=\"core\/file\" class=\"wp-block-file\"><object data-wp-bind--hidden=\"!state.hasPdfPreview\" hidden class=\"wp-block-file__embed\" data=\"https:\/\/www.sindacatogeneralediclasse.it\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/2025-03-19-Referendum-falsa.pdf\" type=\"application\/pdf\" style=\"width:100%;height:880px\" aria-label=\"Incorporamento di 2025-03-19 Referendum falsa.\"><\/object><a id=\"wp-block-file--media-d9f67d14-0f2a-4f18-a14c-3753bf3ed4ee\" href=\"https:\/\/www.sindacatogeneralediclasse.it\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/2025-03-19-Referendum-falsa.pdf\">2025-03-19 Referendum falsa<\/a><a href=\"https:\/\/www.sindacatogeneralediclasse.it\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/2025-03-19-Referendum-falsa.pdf\" class=\"wp-block-file__button wp-element-button\" download aria-describedby=\"wp-block-file--media-d9f67d14-0f2a-4f18-a14c-3753bf3ed4ee\">Download<\/a><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>NIENTE DI PIU\u2019 FALSO!! 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