{"id":859,"date":"2020-03-16T18:00:00","date_gmt":"2020-03-16T18:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sindacatogeneralediclasse.it\/?p=859"},"modified":"2022-03-16T18:05:39","modified_gmt":"2022-03-16T18:05:39","slug":"commento-allaccordo-del-15-luglio-1970","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sindacatogeneralediclasse.it\/?p=859","title":{"rendered":"Commento all\u2019accordo del 15 luglio 1970"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nei primi mesi del 1970 si erano ripetute le vertenze di singoli gruppi di lavoratori, in alcuni casi avviate in modo spontaneo. Per\u00f2 nel confronto sindacale era soprattutto presente la richiesta della Fiat di derogare nel tempo l\u2019applicazione delle riduzioni d\u2019orario contrattuali. Nell\u2019ultimo rinnovo contrattuale si era stabilito, per il settore auto avio, l\u2019applicazione delle 42 ore settimanali dal 1\u00b0 gennaio 1970, per arrivare alle 40 ore settimanali dal 1\u00b0 luglio 1972: la Fiat chiedeva di posticipare tutti i termini di applicazione con un accordo aziendale. In pratica rivendicava di lavorare pi\u00f9 sabati, gi\u00e0 nel 1970, per rispondere alla domanda di mercato. La discussione tra i lavoratori era tutt\u2019altro che tranquilla; nei fatti inizi\u00f2 una vera e propria vertenza con scioperi e animate discussioni. Per le organizzazioni sindacali il percorso era molto difficile, essendo strette tra le esigenze di dare una risposta all\u2019incremento della domanda di mercato e i dissensi interni. Tuttavia si arriv\u00f2 alla fine a un accordo, il 15 luglio 1970, con una \u201cderoga\u201d sull\u2019orario di lavoro e uno scambio di natura salariale. L\u2019accordo prevedeva di applicare 44 ore settimanali nella seconda met\u00e0 del 1970, 43 ore nei primi sei mesi del 1971, 42 negli ultimi sei mesi del 1971, 40 ore nel 1972, per\u00f2 con il recupero produttivo di quattro festivit\u00e0 infrasettimanali con altrettanti sabati lavorativi. Dal punto di vista retributivo le ore lavorate in pi\u00f9 erano considerate straordinarie, inoltre veniva soppresso il premio variabile semestrale e sostituito da una quattordicesima erogazione in cifra fissa dal valore di 95.000 lire, con una rivalutazione di circa 30-40.000 lire annue; il premio di produzione di stabilimento veniva rivalutato di circa 3.000 lire al mese; inoltre veniva sancito il prezzo e il regolamento delle mense aziendali. Nel corso della trattativa si delinearono orientamenti diversi tra le organizzazioni sindacali, con la Fiom e la Uilm che rivendicavano aumenti differenziati per categoria, mentre la Fim rivendicava aumenti uguali per tutti: alla fine prevalse la linea di egualitarismo salariale maggiormente gradita dai lavoratori.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questa trattativa inaugur\u00f2 una prassi che fu tipica delle successive vertenze di Gruppo: la trattativa si teneva presso l\u2019Unione Industriale di Torino e a rappresentare le organizzazioni sindacali vi erano direttamente le segreterie nazionali con le segreterie provinciali di Torino; un segno evidente della maggiore importanza che aveva assunto la contrattazione in Fiat.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019intesa comport\u00f2 comunque una feroce polemica da parte dei gruppi extraparlamentari, ma anche un dibattito acceso all\u2019interno delle organizzazioni sindacali, con una parte dei delegati sindacali pi\u00f9 radicali che accusava i sindacati di \u201ccedimento\u201d nei confronti dell\u2019azienda.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nei primi mesi del 1970 si erano ripetute le vertenze di singoli gruppi di lavoratori, in alcuni casi avviate in modo spontaneo. 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