DALLE PROMESSE ALLA REALTA’ NELLE NOSTRE TASCHE!

Da una parte immense risorse per la guerra, dall’altra miseria per i lavoratori, i pensionati e per i soggetti più’ deboli! Una manovra da soli 18,7 miliardi che in questi giorni dovrà essere approvata dal Parlamento. Molti “bonus” e “niente arrosto”.

  • Irpef dal 35% al 33% per scaglione di reddito da € 28.001 a € 50.000

Il “vantaggio”massimo, calcolato su chi guadagna 50.000 euro lordi annui, sarà di circa  36 euro mensili! Chi guadagna 30.000 lordi annui avrà un vantaggio di poco più di 3 euro al mese e via scendendo.

Con un’inflazione reale che in quattro anni ha superato il 20%, si deve intervenire con aumenti consistenti di salari e pensioni, con sostegni reali alle fasce più deboli! 

  • Tassazione rinnovi contrattuali, premi produttività, trattamento accessorio lavoratori settore privato

Flat tax al 5% sugli incrementi retributivi relativi ai rinnovi contrattuali sottoscritti negli anni 2025 e 2026, corrisposti nel 2026, per i dipendenti con reddito da lavoro non superiore ad € 28.000 (quindi esclusi dal taglio dell’aliquota Irpef al 33%).

Flat tax anche sui premi di produttività erogati negli anni 2026 e 2027, entro il limite di  5.000 euro (anziché di 3.000 euro) e con l’aliquota ridotta all’1% (anziché al 5%).

Flat tax del 15% anche ai lavoratori con reddito da lavoro dipendente fino a 40.000 euro, per il solo  2026, per le somme corrisposte fino a 1.500 euro annue, a titolo di: a) maggiorazioni e indennità per lavoro notturno b) maggiorazioni e indennità per lavoro festivo e nei giorni di riposo settimanale c) indennità di turno previste dai CCNL. Restano invariate le regole per contributi previdenziali e assistenziali.

Ai lavoratori del settore turistico – alberghiero, con reddito da lavoro dipendente non superiore nel 2025 a 40.000 euro, dal 1° gennaio al 30 settembre 2026 viene attribuito un trattamento integrativo speciale, che non concorre alla formazione del reddito, pari al 15 %  delle retribuzioni lorde corrisposte in relazione al lavoro notturno e alle prestazioni di lavoro straordinario, effettuate nei giorni festivi. TUTTE MISURE TEMPORANEE E NON STRUTTURALI.

  • buono pasto in forma elettronica

L’importo che non concorre a formare reddito di lavoro dipendente sarà aumentato da 8 a 10 euro, soltanto per i buoni pasto in forma elettronica

  • cedolare secca sui redditi da affitti brevi di immobili

Cedolare secca sugli affitti brevi di immobili gestiti tramite intermediari (agenzie o piattaforme online) dal 21% al 26%. Molto probabile che questa misura salti, vista la canea scatenata da FI e Lega che minacciano battaglia in Parlamento, come se fossero all’opposizione.

Nessuno s’indigna per le aliquote altissime applicate a lavoratori e pensionati; le famiglie, i lavoratori e gli studenti faticano a trovare immobili in affitto, sia a libero mercato che con canoni agevolati, in città ormai invase da B&B! Il Governo ha varato leggi per velocizzare sfratti e criminalizzare l’emergenza casa, ma nessun piano reale per affrontarla né stanziamenti per contributo affitti e per garantire il passaggio da casa a casa: in Italia oltre 100.000 case popolari sono oggi inutilizzate e inutilizzabili per mancanza di manutenzione!

  • Cartelle esattoriali, la storia infinita

Ennesima rottamazione delle cartelle esattoriali relative a imposte sui redditi anni d’imposta dall’1/1/2000 al 31/12/2023.  Resta alle Regioni e ai Comuni la scelta di aderire anche per i tributi regionali o locali (IMU, TARI, canoni, multe)

  • Riduzione delle accise, grande cavallo di battaglia di questo Governo….

 Dal 1° gennaio 2026 aumento di 4,05 centesimi al litro delle accise sul gasolio usato come carburante

  • Misure in materia di assunzioni a tempo indeterminato

Esonero parziale dal versamento dei contributi previdenziali a carico dei datori di lavoro privati, con esclusione di quelli dovuti all’INAIL, per un periodo massimo di ventiquattro mesi, per le assunzioni dal 1° gennaio 2026 al 31 dicembre 2026 con contratto di lavoro a tempo indeterminato o per la  trasformazione del contratto di lavoro da tempo determinato a tempo indeterminato. Riduzione contributi = riduzione importo pensioni future

  • Assegno di inclusione – ADI

Prorogato per il 2026. Previsto però un taglio annuale e progressivo al Fondo per il sostegno alla povertà e per l’inclusione attiva.

  • Ape sociale

Prorogata fino al 31 dicembre 2026.

  • Ammortizzatori sociali

Rifinanziato il Fondo per l’occupazione, prorogati i trattamenti per le aree di crisi industriale complessa e per i call center.

  • Incremento delle pensioni in favore dei soggetti disagiati

Maggiorazione dell’assegno sociale (non delle pensioni minime) di € 20 mensili. Se dovessero tenere conto dell’aumento di 8,00 euro già percepito nel 2025, potrebbe ammontare di soli € 12,00 per il 2026. Spetterà a chi ha un reddito annuo pari o inferiore a  € 7.262,84 ed ha almeno 70 anni. Il requisito dell’età anagrafica si abbassa con anzianità contributiva di 5 anni (69 anni), con anzianità contributiva di 10 anni (68 anni), con anzianità contributiva di 15 anni (67 anni). Spetta anche agli invalidi civili totali, in possesso dei requisiti reddituali, dai 18 anni in poi.

Per tutti gli altri percettori di pensioni minime, si parla di rivalutazione legata all’inflazione nel limite dell’1,5% (circa 4 euro mensili). Ad oggi più di 4 milioni di pensionati percepiscono meno di 1000 euro al mese!

  • Aumento dell’età pensionabile …… e dovevano cancellare la FORNERO!

Dal 2026 spariscono ”opzione donna” e “quota 103”.

Dal 2027 l’età pensionabile aumenta di un mese e dal 2028 di 2 mesi, per un totale di 3 mesi dal 2028. Questo vale sia per le pensioni di vecchiaia (67 anni) che per quelle anticipate ( 42 anni e 10 mesi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne).

  • TFS/TFR nel pubblico impiego – Pubblici dipendenti bancomat dei vari Governi

I lavoratori pubblici che vanno in pensione a 67 anni devono attendere 12  mesi per avere il loro TFS/TFR. Con la famigerata legge Fornero (42 anni e 10 mesi per gli uomini, 41 anni e 10 mesi per le donne) devono attendere almeno 2 anni e 3 mesi, se va bene. Una sorta di “sequestro” legalizzato! Quale soluzione trova il Governo per sanare questa vergognosa disparità di trattamento tra lavoratori pubblici e lavoratori privati? Chi andrà in pensione con 67 anni di età dovrà attendere 9 mesi anziché 12 ! 

  • Investimenti in infrastrutture da forme pensionistiche complementari

Conosciamo la martellante campagna portata avanti da governi e sindacati confederali perché i lavoratori aderiscano ai fondi pensione e sottoscrivano forme di pensioni complementari. Nel frattempo falcidiano le pensioni, frutto di anni di lavoro.

Nella Legge di Bilancio meloniana si prevede il loro utilizzo, tra gli altri, per  progetti infrastrutturali “turistici, culturali, ambientali, idrici, stradali, ferroviari, portuali, aeroportuali, sanitari, immobiliari pubblici non residenziali, delle telecomunicazioni, incluse quelle digitali, e della produzione e trasporto di energia”.Costruiremo anche il ponte di Messina?

  • Integrazione del reddito delle lavoratrici madri con due o più figli (cd.Bonus mamme lavoratrici)

Per l’anno 2026 il cosiddetto “bonus mamme” passa da 40 a 60 euro mensili, non imponibili ai fini fiscali e contributivi (quindi non è utile ai fini pensionistici). E’ riservato alle lavoratrici madri dipendenti e autonome con redditi da lavoro non superiori a 40.000 euro annui

  • con almeno due figli e fino al mese del compimento del decimo anno da parte del secondo figlio
  • con più di due figli e fino al mese di compimento del diciottesimo anno del figlio più piccolo.

Escluse le lavoratrici madri con rapporto di lavoro domestico, evidentemente ritenute meno madri delle altre, come anche le madri di un solo figlio!

  • Prima casa ai fini ISEE

Cancellata dal calcolo ISEE la prima casa fino ad un valore catastale di 91.500 euro, aumentato di 2500 euro per ogni figlio convivente successivo al primo. Questa modifica vale soltanto per l’accesso a cinque agevolazioni: assegno di inclusione, supporto alla formazione e lavoro, assegno unico, bonus nido e bonus bebè.

  • Incentivi all’assunzione delle madri lavoratrici

Esonero contributivo al 100% fino ad euro 8.000 annui (con esclusione dei contributi INAIL) per i datori di lavoro privati che, dal 1° gennaio 2026, assumono donne madri di almeno 3 figli di età minore di diciotto anni, prive di un impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi.

  • Con contratto di lavoro a tempo determinato, anche in somministrazione, l’esonero spetta per dodici mesi dalla data dell’assunzione. Se il contratto è trasformato a tempo indeterminato l’esonero è riconosciuto nel limite massimo di diciotto mesi alla data dell’assunzione con il contratto a tempo determinato.
  • Con contratto di lavoro a tempo indeterminato, l’esonero spetta per un periodo di ventiquattro mesi dalla data dell’assunzione.

Gli esoneri non si applicano ai rapporti di lavoro domestico e ai rapporti di apprendistato.

Incentivi anche per i datori di lavoro che agevolino la trasformazione di contratti da full time a part time prioritariamente a lavoratori o lavoratrici con almeno 3 figli conviventi, fino al decimo anno d’età del figlio più piccolo o senza limiti di età nel caso di figli disabili.

  •  congedi parentali e congedo per malattia dei figli minori

Esteso fino ai 14 anni di età anagrafica dei figli anziché fino agli attuali 12 anni. In caso di malattia ciascun genitore, alternativamente, potrà fruire non più di 5 giorni ma di 10 giorni di congedo all’anno fino ai 14 anni di età del figlio. Ma contestualmente la tanto attesa legge 106/2025, che andrà in vigore dal 1° gennaio 2026 e avrebbe dovuto introdurre tutele specifiche per i lavoratori fragili (L.104), con patologie oncologiche o croniche e invalidanti (o genitori di minori nelle stesse condizioni), nell’ampliare fino a due anni il congedo dal lavoro lo rende completamente privo di retribuzione!

  • fondi per sostegno abitativo di genitori separati/divorziati

rifinanziato anche per il 2026 a favore di genitori separati/divorziati, non assegnatari dell’abitazione familiare di proprietà, con figli a carico fino ai 21 anni di età. Mentre si inaspriscono misure per sfratto di famiglie, anche con minori e disabili, di persone anziane in morosità incolpevole, si ritagliano “sottocategorie” da “macrocategorie” di soggetti in difficoltà o in emergenza abitativa.

  • Flat tax salario accessorio dipendenti pubblici

Su un importo massimo di 800 euro di salario accessorio per dipendenti pubblici con reddito da lavoro non superiore a 50.000 euro. Escluse le forze di polizia e delle forze armate, che hanno agevolazioni specifiche.

  • SANITÀ

La manovra stanzia complessivamente 7,7 miliardi nel triennio 2026-2028. Le cifre assolute relative al 2026 appaiono più consistenti perché includono risorse già stanziate dalle precedenti manovre ma dal 2027 tornano a diminuire. Nessun rilancio del Servizio Sanitario Nazionale e non è un caso che oltre 900 milioni vengano destinati a soggetti privati.

Il divario tra risorse necessarie e fondi stanziati peserà sui bilanci delle Regioni che  continueranno a farlo ricadere sui cittadini.

La regione Lombardia, ad esempio, ha assestato un altro duro colpo alla sanità pubblica con la delibera XII/4986 del 15 settembre 2025 che ha autorizzato gli ospedali pubblici a stipulare convenzioni con assicurazioni e fondi sanitari integrativi. Chi ha una polizza potrà quindi prenotare visite, esami e ricoveri nel pubblico con tariffe concordate e con tempi ridotti. Una “superintramoenia” di fatto riservata a chi se lo può permettere!.

Inaccettabili diseguaglianze che hanno comportato la rinuncia a curarsi per circa 6 milioni di cittadini e a rivolgersi a strutture private pagando di tasca propria circa 41 miliardi di euro nel solo anno 2024.

Per il personale sanitario viene previsto un piano straordinario di assunzioni a partire dal 2026: circa 1.000 medici e circa 6.000 professionisti sanitari, in maggioranza infermieri. Un numero che molte regioni stimano largamente insufficiente (nella sola Campania, ad esempio, sembra ne servirebbero almeno 18.000).

Sul fronte delle retribuzioni si stima un aumento annuo di 3.000 euro lordi per i medici. Briciole anche nel contratto appena siglato (27 ottobre 2025) per il personale non medico, scaduto da 3 anni e valido soltanto per il triennio 2022-2024!

Sottoscritto da CISL, CONFSAL, NURSIND-CGS, NURSING UP- CSE prevede un aumento stipendiale medio di circa 137 euro lordi mensili (media tra le alte qualifiche personale di supporto, ricercatori e collaboratori di ricerca)

L’imposta agevolata del 15% prevista sul salario accessorio, a “favore” di un personale già stremato da turni massacranti, spesso impossibilitato anche a fruire di congedi personali o parentali per mancanza di sostituzioni, non è certo la risposta necessaria anche alla richiesta dei cittadini di maggiori prestazioni e alla riduzione delle liste d’attesa.

Prosegue la politica di finanziamento verso enti privati accreditati, nessun intervento strutturale, misure temporanee e stanziamenti insufficienti, incrementi contrattuali irrilevanti, scelte politiche in continuità con la distruzione del Servizio Sanitario pubblico che prosegue inesorabilmente da almeno 15 anni. I sindacati confederali, che ipocritamente scendono in piazza contro questa manovra, sono gli stessi che nei diversi contratti collettivi inseriscono l’obolo obbligatorio verso i fondi sanitari privati!

Enti Locali viene stanziato un fondo per aumentare il trattamento accessorio per il triennio 2025-2027. Non si conosce ancora quale sarà l’aumento contrattuale per i dipendenti ma l’Aran stima comunque un incremento medio di circa 18 euro al mese per 13 mensilità (medi 234 euro annui).  Tutto viene rinviato ad un futuro indefinito, mentre è ancora in corso il rinnovo del contratto collettivo per gli anni 2022-2024! Praticamente nulla di nulla.

Stessa considerazione per il settore Scuola, Università e Ricerca: nessuno stanziamento risulta per stipendi, rinnovi contrattuali, stabilizzazione del personale precario. Nessuno stanziamento per opere strutturali a fronte di tanti istituti che crollano letteralmente a pezzi e un contratto collettivo vigente ancora per gli anni 2019-2021!

  • TAGLI LINEARI AI MINISTERI 7,5 miliardi di euro nel triennio 2026-2028, in particolare:
  • Economia (tagli ai finanziamenti ai CAF – i confederali sono già sul piede di guerra e annunciano aumenti per i servizi resi –  e agli stanziamenti per le calamità pubbliche)
  • Infrastrutture e trasporti (tagli agli interventi per mobilità e sviluppo dei sistemi di trasporto e alla voce “Sviluppo e sicurezza della mobilità locale”)
  • Ambiente e Sicurezza (tagli ai piani di miglioramento della qualità dell’aria, diversificazione delle fonti energetiche, tutela delle risorse idriche)
  • Istruzione (rilevanti i tagli all’edilizia scolastica e agli interventi per la sicurezza nelle scuole)
  • Imprese (tagli in particolare alla competitività del made in Italy e alla gestione delle crisi d’impresa)
  • Salute (tagli in particolare a programmi e investimenti per iniziative territoriali e di prevenzione)
  • Turismo (meno risorse per campagne promozionali e per il sostegno agli operatori)
  • Agricoltura (tagli in particolare alle risorse destinate alle filiere protette e ai programmi di sviluppo rurale)
  • Interno (tagli alle voci “ordine pubblico e sicurezza”, al “soccorso civile”, alla immigrazione, all’accoglienza e alla garanzia dei diritti).

Il Ministero della Difesa, ovviamente, gode di ottima salute così come l’Ucraina che al capitolo “Sostegno all’Ucraina” (art. 104) vede uno stanziamento di 50 milioni di euro come “ contributo a dono” a sostegno del proprio bilancio dello Stato!

In attesa del testo definitivo, è chiaro l’impianto fondato su regalie, bonus, disprezzo per il lavoro, la salute, la sicurezza, l’istruzione. Un continuo aumento dell’età pensionabile da un Governo che aveva addirittura promesso di cancellare la Fornero. Una politica fiscale che ha azzerato qualunque logica di progressività, dove chi è ricco lo è sempre di più e chi lavora o è in pensione non riesce più a vivere né a curarsi.

L’Europa ci sta trascinando verso la guerra, le sanzioni alla Russia le stiamo pagando noi con rincari pazzeschi del costo dell’energia e dei beni di prima necessità. Le forze di Governo e di finta opposizione sono asservite alla Nato, alla UE e agli Stati Uniti; i sindacati confederali sono da anni la loro stampella, ipocriti e traditori della classe lavoratrice.

OCCORRE UNA GRANDE, COSTANTE MOBILITAZIONE DI TUTTE LE CATEGORIE CONTRO L’ECONOMIA DI GUERRA!

BASTA BONUS E FLAT TAX!

AUMENTI STRUTTURALI E CONSISTENTI, SCALA MOBILE DEI SALARI E DELLE PENSIONI!

CONTRO L’ALLUNGAMENTO DELL’ETÀ PENSIONABILE, PER LA SALUTE E LA SICUREZZA DENTRO E FUORI I LUOGHI DI LAVORO, PER IL DIRITTO ALLA CASA!

Ottobre 2025