L’accordo firmato da Federmeccanica-ASSISTAL e FIM-FIOM-UILM viene propagandato come se fosse stato approvato dal 93,13% dei lavoratori e delle lavoratrici del settore. In realtà, la stragrande maggioranza degli interessati non è stato neanche interpellato e, dove si è votato, quasi il 50% degli aventi diritto non ha partecipato al voto o ha votato contro
L’INGANNO DEI NUMERI
l lavoratori interessati sono circa 1,6 milioni. Dai dati diffusi da FIM-FIOM-UILM risulta che hanno partecipato al voto 464.287 lavoratori: una minoranza che viene spacciata come maggioranza! In un comunicato congiunto di FIM-FIOM-UILM nazionali si sostiene addirittura “ Vince il sì, approvata dalle lavoratrici e dai lavoratori l’ipotesi di accordo con il 93,13%”. FALSO!
Nonostante ciò, per i lavoratori non iscritti è prevista una trattenuta di € 30,00 per ogni anno di valenza dell’accordo se non manifestano la propria contrarietà (silenzio-assenso).
Nell’accordo, inoltre, è previsto che i datori di lavoro distribuiscano ai dipendenti le deleghe per l’iscrizione ai sindacati firmatari: una sfacciataggine inaccettabile!
UNA DELUSIONE PREVISTA: VERGOGNA!
Ancora una volta il rinnovo del Contratto Nazionale dei Metalmeccanici si è rivelato un bluff.
Un modello contrattuale, portato avanti dai confederali, sfavorevole per i lavoratori. Dai firmatari sentiamo roboanti affermazioni su un risultato straordinario ma, entrando nel merito dell’accordo, ci si accorge che i proclami recitati durante la trattativa di “un aumento di 280 euro (in tre anni), la riduzione dell’orario di lavoro, l’eliminazione del precariato, ecc.” sono stati fumo negli occhi, nonostante 40 ore di sciopero chieste ai lavoratori.
 Ai 205,32 euro lordi occorre sottrarre 27,70 euro già erogati il 1° giugno 2025. Vengono distribuiti in 4 anni anziché 3. Gli aumenti, inoltre, diminuiscono poiché queste cifre si riferiscono al livello C3 e la stragrande maggioranza dei lavoratori e delle lavoratrici sono collocati a livelli inferiori.
 I 400,00 euro di welfare promessi si riducono ad un aumento di 50,00 euro
 Non viene riconosciuta nessuna una tantum per i 17 mesi senza contratto (scaduto nel giugno 2024).
 Nessun recupero reale dell’inflazione (circa il 18%) che ha eroso pesantemente il salario negli ultimi anni. Si conferma il modello (ICPA) che calcola l’inflazione “prevista” e non quella “reale”, epurata dal costo energetico. Un modello che, durante gli scioperi, si diceva dovesse essere superato perché non garantisce il recupero salariale.
 E’ rimasto l’assorbimento dell’aumento per chi ha superminimi assorbibili e/o premi collettivi dal 2017.
 La somministrazione viene normalizzata fino a 48 mesi. Vengono estese persino le causali nei contratti a termine che superano i 12 mesi.
 Vengono aumentati i giorni di PAR a disposizione dell’azienda e aumentata la flessibilità con i giorni plurisettimanali.
 Nessuna rilevanza sulla sicurezza e la salvaguardia della salute.
Si è ripetuto un modello contrattuale che ha penalizzato i lavoratori da tutti i punti di vista, mentre fioriscono i comitati paritetici e aumentano le quote da versare ai fondi privati pensionistici e sanitari, gestiti dalle burocrazie sindacali. E’ ora di diffidare questi mestieranti che ingannano i lavoratori e che utilizzano lo sciopero strumentalmente per interessi di apparato!
Il rinnovo del CCNL dei metalmeccanici poteva essere un’opportunità per ristabilire un modello di contrattazione che avrebbe ridato ai lavoratori ciò che negli anni era stato loro tolto: aumento del salario reale, introduzione di un meccanismo di indicizzazione come salvaguardia dall’inflazione, riduzione dell’orario di lavoro, salute e sicurezza. Questo accordo invece non rafforza il potere dei lavoratori: occorre un altro modello contrattuale!
Occorre soprattutto un sindacato che metta al centro della propria azione
il protagonismo dei lavoratori e delle lavoratrici!